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Tutto inutile
L’evoluzione del mondo contemporaneo

L’Italia ha il fiato corto
Una volta quell’immensa porcheria che è la guerra serviva almeno a questo: a spazzare le idee-porcheria come il nazismo, e a ricominciare daccapo. La più feconda stagione del cinema italiano, il neorealismo, iniziò da quelle macerie. Ma ora? Come si può godere di un dopoguerra, senza la guerra prima? Ricominciando da zero, suppongo, proprio come se ci fosse stata, perché in fondo una guerra c’è stata. Ce ne siamo accorti? Un massacro di valori sanguinolento, una carneficina di principi, una caduta verticale, al punto che un ragazzo di oggi non può -ripeto, non può- avere neppure il sollievo di un piccolo senso di colpa se fa uno scippo, brucia un barbone, picchia sua madre. E chi glielo impedisce? Da chi sarebbe “contenuto”? Perché non dovrebbe farlo? Questo ormai è un paese di belve, non di uomini.
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