Liberi liberi siamo noi
però liberi da che cosa
chissà cos’è?…….chissà cos’è!
Finché eravamo giovani
era tutta un’altra cosa
chissà perché?…….chissà perché!
Forse eravamo “stupidi”
però adesso siamo “cosa”…
che cosa….che?…..che cosa…se!..?…
“quella voglia”, la voglia di vivere
quella voglia che c’era allora…
chissà dov’è! ……..chissà dov’è!?
Iniziativa lodevole che però mi fa sorgere un dubbio:
L’articolo 187 del rd R.D. maggio 1940 n. 635 (Approvazione del regolamento per l’esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773 delle leggi di pubblica sicurezza) afferma, che:
Salvo quanto dispone l’art. 689 del codice penale, gli esercenti non possono
senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le
domandi e ne corrisponda il prezzo.
L’Art. 689 Somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente
L’esercente un’osteria o un altro pubblico spazio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità, è punito con l’arresto fino a un anno.
Se dal fatto deriva l’ubriachezza, la pena è aumentata.
La condanna importa la sospensione dall’esercizio.
Quindi in pratica la legge attuale afferma che ai minori di 16 anni non si possono somministrare alcolici.
Mi domando come può la Coop rifiutare la vendita a un diciassettenne senza infrangere la legge?
Se c’è qualcuno che lo ha capito me lo spiegherebbe, per favore?
Personalmente mi auguro che il Governo si attivi al più presto per emanare una legge che vieti la vendita di alcolici ai minori, senza “delegare” al senso civico di una struttura commerciale le responsabilità che tali iniziative comportano.
Il 20 % degli adolescenti tra i 16 e i 18 anni si procura lesioni e non di rado confessa di aver pensato al suicidio.
Vittime dello stress e di una solitudine sociale che nessuno cura si provocano ferite da taglio, causano incidenti stradali con i loro motorini con una frequenza anomala, abusano di alcool e farmaci, spesso prendendoli negli armadietti delle medicine in casa. Stanno male e non sanno esprimere il loro disagio.
Questi dati sono stati rilevati da un’indagine durata due anni ad opera della Neuropsichiatria infantile del Burlo Garofalo di Trieste.
Lavoro che ha portato ad analizzare 50 mila cartelle cliniche del Pronto soccorso di tutta la regione Friuli Venezia Giulia e 1.100 questionari con 100 domande compilati dai ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori.
È la solitudine e l’incapacità di rispondere allo stress e di sintonizzarsi con il mondo esterno a causare questa infelicità, spesso non riconosciuta nemmeno dai medici del Pronto soccorso.
Le cause analizzate dal direttore scientifico del Burlo, Giorgio Tamburlini, indicano che in futuro questi problemi saranno un’emergenza: cause genetiche e biologiche, di giusta cura affettiva del neonato e bimbo piccolo, sociali ed economiche.
Interessante anche l’analisi dell’ordinario di Psicopatologia dinamica dello sviluppo all’Università di Padova, Maria Grazia Fava Vizziello, che ha descritto i bambini problematici come “mutanti”: “non si interessano della scuola, la famiglia non riesce ad influire, non parlano più con i compagni ma comunicano con i messaggini, parlano sulle chat ma non sanno ripetere un discorso che resta estraneo al loro cuore, a sei anni sanno tanti giochini al computer ma sono incapaci di allacciarsi le scarpe, manca il contatto fisico con i genitori, parenti, oggetti cari e costanti, l’aiuto a elaborare lutti, segreti di famiglia, violenze, c’è eccessiva spinta al successo, e in modo molto tragico i piccoli sono privati dai genitori di una prospettiva sul futuro”.
Dire “fai quello che vuoi, ti do tutto quello che desideri” significa rompere una relazione educativa e produrre persone disperse a se stesse e nei confronti del mondo esterno.
Questa indagine porterà un’azione diretta sulle scuole in collaborazione con le Aziende sanitarie affinché sappiano meglio capire e risolvere il malessere “autolesionista” delle giovani generazioni.
Si avvicinano le elezioni, si riciclano, si spostano di qua e di la, ci riempiono la testa di promesse e di messaggi di fiducia e ottimismo…
Hanno governato male, tutti, prima il centro-destra e poi il centro-sinistra.
Hanno disatteso le aspettative della gente, l’hanno spremuta in nome di un risanamento di biliancio, una costante emergenza economica, senza un minimo di buon senso.
I ricchi sono ancora più ricchi e gli altri in miseria, tristi, incazzati, e pericolosi.
Quando se ne renderanno conto?
Quando gli elettori smetteranno di credere alle favole e di votarli?
Sono vecchi, superati e dannosi.
Ricominciare da zero, riabilitare l’Italia e la sua politica cercando fra i “giovani” una nuova speranza.
Abbandonare la pigrizia e pretendere il meglio da chi ci rappresenta e governa.
La prima puntura di zanzara dell'anno mi ha riportato alla mente una discussione risalente all'agosto-settembre 2001 (era sicuramente dopo il G8 di Genova e poco prima della demolizione controllata delle Twin Towers). Ma vado subito al punto: perché le zanzare non hanno sviluppato un modo per prelevare il sangue senza produrre quel fastidioso e bes […]
Inquietanti, ballonzolanti presenze sostette si muovono ai margini della mia oculaterale visione notturna. Ombre ticinesi discendono i crinali d'una duna di ricordi da rottamare, adunati da chissà quale spifferaio magico in grado d'aspirare polverose confessioni anche a distanza di milioni d'anni gas e luce, ove si erano depositate come esorbi […]
Stamattina presto ho contattato via webcam il mio perineologo di fiducia per sincerarmi della perfetta guarigione delle ragadi labiali che puntualmente si manifestano ogni qualvolta leggo o sento commenti tipo questo: Penso che la tipa ritratta nella foto sia, insieme al marito, una delle responsabili del degrado morale,sociale e culturale che ha minato alme […]
Amavo la sua psoriasi più della sua leishmaniosi, ma impazzivo letteralmente per la scabbia che le infestava arti superiori e inferiori, tronco, viso, ascelle e natiche. Grattarle la vita era uno dei massimi piaceri della mia e ricordo ancora come scriverle "ti amo" sulla schiena, raschiando con l'unghia dell'indice le croste secche, la f […]
Il '56 fu un anno straordinario. Tra i tanti avvenimenti che lo contraddistinsero, vale la pena ricordare la smutandata più clamorosa della storia, con la paralisi pressoché completa di tutto il paese. La diagnosi a posteriori fu impietosa: priapismo mediatico sessualmente indifferenziato. Le polemiche che ne seguirono furono, ovviamente, veementi e ass […]
Commenti recenti