Nella storia dei rally le automobili appartenenti al “gruppo B” sono state le più potenti mai costruite.
Prototipi solo apparentemente derivati dalla serie, così veloci e performanti (l’Audi 4 S1 nella sua ultima evoluzione era spinta da un motore da 600 cv!) da risultare estremamente difficili da guidare lungo le tortuose strade che caratterizzavano le gare.
Ho avuto il piacere di provare una “gruppo B” e posso garantire che le prestazioni che offrivano erano al di fuori dei tempi di reazione di una persona normale. Per rendere meglio l’idea è più o meno come guidare una formula uno su una strada di montagna: è impossibile sfruttarne tutto il potenziale e se provi a farlo finisci fuori strada senza nemmeno rendertene conto.
La Federazione Internazionale dell’Automobile nel ’86 decise di sopprimere questa categoria, dopo circa quattro anni dalla sua nascita, a causa dei sempre più frequenti incidenti, anche mortali, provocati da piloti che di capacità ne avevano da vendere.
Morirono su questi “mostri” i piloti Attilio Bettega, Enry Toivonen e il suo navigatore Sergio Cresto.
Ari Vatanen, in Argentina, rischiò di morire dopo aver perso il controllo della sua Peugeot 205 T16. Il suo recupero fisico durò quasi due anni.
Joaquim Santos, in Portogallo, finì con la Ford RS200 in mezzo al pubblico, uccidendo tre persone e ferendone una trentina.
Date un’occhiata a questo bellissimo video, ne vale la pena
e adesso che faro’ non so che dire
fa freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ho ordini precisi di lavoro
ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario
cantero’ le mie canzoni per la strada
ed affrontero’ la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro
ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perche’ volevo dire cio’ che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficente nei concerti
cantero’ le mie canzoni per la strada
ed affrontero’ la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro
non so se sono stato mai poeta
e non m’importa niente di saperlo
riempiro’ i bicchieri del mio vino
non so com’ e’ pero’ v’invito a berlo
e le masturbazioni cerebrali
le lascio a
chi e’ maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto
cantero’ le mie canzoni per la strada
ed affrontero’ la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro
e non so se avro’ gli amici a
farmi il coro
o se avro’ soltanto volti sconosciuti
cantero’ le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potro’ dire che i miei giorni
li ho vissuti…
Pierangelo Bertoli
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