La vita è l’unica droga che ti serve. Pensaci!
Tredici anni, cominci a guardarti in giro e hai bisogno di trovare la tua collocazione nel gruppo, l’approvazione degli altri ragazzi diventa indispensabile per farti sentire vivo.
Non puoi solo giocare e studiare, devi trovarti la ragazza, devi farti rispettare e apprezzare, non puoi restare solo mentre tutti si divertono e “crescono”.
Ti viene lo sconforto, litighi con i genitori che non ti capiscono, ci faresti pure a botte per far loro capire che vuoi essere un uomo e non un cucciolo. Ma uomo non lo sei ancora e allora cerchi dai compagni l’aiuto che purtroppo non sapranno darti,
perché in fondo sono come te, giovani, privi di esperienze e confusi.
Punti quindi a quelli un po’ più grandi, quelli “fighi”, che ci sanno fare con le ragazze e con la vita. Fai di tutto per aggregarti a loro, per dimostrarti degno di condividere assieme le nuove esperienze.
*Solo fra molti anni ti renderai conto che il vero “figo”, a tredici anni, era quello che continuava a dare calci ad un pallone e non si vergognava a dover scappare a casa per fare i compiti*
Alla tua età un giorno è una vita, non hai la pazienza di aspettare, vedi solo quello che non sei e quello che ti manca, dubiti di poter riuscire ad essere come i tuoi compagni.
La scuola, i tuoi genitori, tutti ti hanno abituato alla competizione e al confronto. Ti hanno spronato ad essere bravo ed educato, perché ne andava del loro orgoglio, non del tuo. Ti hanno fatto pesare i loro desideri e le aspirazioni mancate.
….E adesso? Ti trovi a non capirci più nulla, solo e incazzato.
Provi a fumare, di nascosto, per prepararti a quando i “fighi” ti offriranno una sigaretta e non vorrai rifiutare per non offenderli e peggio, rischiare una figuraccia tossendo e barcollando.
Riesci lentamente a inserirti nel gruppo, ti affezioni a quei ragazzi, tanto divertenti e sempre pronti ad aiutarti.
Sono pieni di vita e di allegria, anche se sai che qualcosa ancora non và. Si appartano spesso, ti tengono all’oscuro di qualcosa.
Ma come? Non sei uno di loro?
Sei risentito. Ti credono un bambino?
Non sei ingenuo, a scuola si parla, lo sai che nella compagnia gira la droga. Ne vuoi stare fuori ma il prezzo può essere alto. Ti allontaneranno? Ti faranno sentire “diverso”?
Vorresti quasi essere più stupido per non farti tanti problemi. In fondo lo fanno tutti, così si dice. Non vuoi rinunciare al giro di amicizie che ti sei “guadagnato”, torneresti ad essere un ragazzo modello, ma solo. Non lo vuoi.
È pazzesco, il desiderio di drogarti per spirito di appartenenza.
Per fortuna stupido non lo sei e quando decidi di cambiare aria ti accorgi che ti vengono a cercare, che non vogliono perderti, che ormai l’amicizia che hai coltivato è vera e non devi pagare nessun prezzo per condividerla.
Sei più forte e maturo di quello che pensavi, hai avuto il coraggio di ragionare e decidere con la tua testa e questo ti ha reso “interessante” agli occhi degli altri più di ogni altra cosa.
Passano gli anni e soffri per quanti amici hai perso a causa della
droga, cresci e ti rendi conto del pericolo che hai corso, piangi quando uno di loro si toglie la vita infilando la testa in un sacchetto di nylon o quando ti informano che un’overdose ne ha portato via un altro, salti di gioia quando vieni a sapere che altri ne sono usciti. Perché si può uscirne, credeteci.


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