Archivio
McAlmont & Nyman – In Rai Don Giovanni (Inspired by the trials of Veronica Lario)
Non insegnate ai bambini – Giorgio Gaber
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Nun te reggae più – Rino Gaetano
« C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. »
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
sangue blu
cieli blu
amore blu
rock and blues
NUNTEREGGAEPIU’
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musella Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D’Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
NUNTEREGGAEPIU’
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s’è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest’estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l’argenteria
è più prosa che poesia
dove sei tu? non m’ami piu’?
dove sei tu? io voglio tu
soltanto tu dove sei tu?
NUNTEREGGAEPIU’
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c’è chi fa la patta
a settemezzo c’ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c’ha l’acqua corrente
e non c’ha niente
ma chi me sente…
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAEPIU’
Gruppo B: oltre il limite
Nella storia dei rally le automobili appartenenti al “gruppo B” sono state le più potenti mai costruite.
Prototipi solo apparentemente derivati dalla serie, così veloci e performanti (l’Audi 4 S1 nella sua ultima evoluzione era spinta da un motore da 600 cv!) da risultare estremamente difficili da guidare lungo le tortuose strade che caratterizzavano le gare.
Ho avuto il piacere di provare una “gruppo B” e posso garantire che le prestazioni che offrivano erano al di fuori dei tempi di reazione di una persona normale. Per rendere meglio l’idea è più o meno come guidare una formula uno su una strada di montagna: è impossibile sfruttarne tutto il potenziale e se provi a farlo finisci fuori strada senza nemmeno rendertene conto.
La Federazione Internazionale dell’Automobile nel ‘86 decise di sopprimere questa categoria, dopo circa quattro anni dalla sua nascita, a causa dei sempre più frequenti incidenti, anche mortali, provocati da piloti che di capacità ne avevano da vendere.
Morirono su questi “mostri” i piloti Attilio Bettega, Enry Toivonen e il suo navigatore Sergio Cresto.
Ari Vatanen, in Argentina, rischiò di morire dopo aver perso il controllo della sua Peugeot 205 T16. Il suo recupero fisico durò quasi due anni.
Joaquim Santos, in Portogallo, finì con la Ford RS200 in mezzo al pubblico, uccidendo tre persone e ferendone una trentina.
Date un’occhiata a questo bellissimo video, ne vale la pena

Commenti recenti