L’Italia del fare… male

Economist.com Daily Chart (22/10/09)
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“Un milione e mezzo di euro in cambio dell’accredito presso il dipartimento della protezione civile. Un milione e mezzo di euro per poter partecipare al banchetto degli appalti ultramilionari per i Grandi Eventi…”
E c’è ancora chi crede che queste persone si facciano comprare con un “massaggio particolare“?
Quello è solo un gesto gentile tra affaristi, un po’ come offrire un caffè al bar.
Su Facebook siamo tutti degli eroi. Ma nella vita stiamo perdendo tutti. Virtualmente siamo liberi, nella realtà, immobilizzati. Ci lasciano giocare con il “mouse” ma il “topo” siamo noi. Se le denunce, le critiche, le proposte alternative che abbondano su Internet, nell’Italia reale scarseggiano, vuol dire che la libertà della Rete serve solo a lasciarci sfogare. È un’illusione di libertà. Tiriamo pietre in un laghetto artificiale. In quello reale stiamo andando a fondo con una pietra al collo. La tecnologia è un mezzo. Se ci serve a dimenticare il fine è un suicidio di massa. Il fine è migliorare la qualità della democrazia del Paese in cui viviamo e la qualità della nostra stessa vita. Che cosa sta accadendo, invece? Che più si restringono gli spazi di libertà individuale e il Paese è in pugno a personaggi senza scrupoli, a mafiosi e corrotti, più noialtri, come formichine impazzite, entriamo e usciamo protestando dalle tane dei nostri blog, ma sempre sottoterra, in una società invisibile tranne che a noi stessi…. Continua qui
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