Archivio
Notte tranquilla
Il tavolo, la sedia, gentili ed intimi amici;
il profumo dei vecchi libri mi arriva a tratti;
la mia tazza del tè preferita, serena quasi una monaca in preghiera;
il piccolo che succhia felice il seno materno,
il russare tranquillo del mio figlio maggiore.
Questa misteriosa e quieta notte, questa calma PACE!
Mi trema in gola un canto grato,
ma il canto si tramuta ora in orrenda imprecazione;
notte tranquilla non posso accettare il tuo dono
che vuole questo metro quadro in cui è chiusa la pace.
Il mio mondo ha ben più ampi orizzonti.
Come le quattro pareti non posso far tacere i clamori della guerra
tu non puoi fermare i forti battiti del tuo cuore:
meglio se la mia bocca si riempie di fango e di sabbia,
piuttosto che canti le gioie e i dolori di un solo uomo;
meglio che i tarli scavino questa mia testa
e i vermi mangino la mia carne e il mio sangue,
piuttosto che io viva solo per una coppa di vino e un libro di versi
o che per una sera di serenità che il ticchettio dell’orologio mi porta
i gemiti io non senta né i sospiri del mio prossimo
né veda le ombre rabbrividite delle vedove e degli orfani
e le convulsioni nelle trincee, uomini, pazzi di dolore,
a mordere i giacigli
e le tragedie infinite che macina la macina della vita.
Felicità, io non posso accettare il tuo dono, ora.
Il mio mondo non è in questo metro quadro.
Ascoltate, ecco un altro cannone, un ruggito di morte:
notte tranquilla come puoi fermare il battito sordo del mio cuore?
Pablo Neruda






Commenti recenti